LINK CONSIGLIATOwww.sulcisiglesiente.eu Clicca sulla immagine di anteprima per ampliarla Buggerru Carloforte Portoscuso Teulada Santadi Sagra Olive Tempio di Antas Masainas Monte Acqua Grotta San Giovanni Calasetta Carloforte Festa Sant’Antioco Vista di Masua Bosco Domusnovas Parco di Giba Tramonto sul mare Fluminimaggiore Festa Sant’Antioco Il sud Sardegna ed il Sulcis Iglesiente Il tempio di Antas è un tempio punico-romano dedicato all'adorazione del dio eponino dei sardi Sardus Pater Babai (Sid Addir per i cartaginesi). È situato ad una decina di chilometri circa a sud del paese di Flunimaggiore, in una zona in cui stanziarono cartaginesi e romani, attirati dagli abbondanti giacimenti di piombo e ferro presenti nel territorio Carloforte (U Pàize, ossia "Il Paese" in ligure tabarchino) è una cittadina molto caratteristica della provincia di Carbonia-Iglesias. È situata sull'isola di San Pietro, al largo della sub-regione del Sulcis Iglesiente; l'isola, piuttosto grande per essere occupata da un solo comune, è situata a circa 10 km dalla costa sarda, e costituisce, insieme alla vicina isola di Sant'Antioco con altri isolotti e scogli vicini alle sunnominate due isole, l’Arcipelago del Sulcis. Carloforte è un'isola linguistica ligure e si può considerare una "espressione etnica e linguistica di un quartiere della Genova antica", in quanto l'isola di San Pietro fu colonizzata nel 1738 da Pegliesi provenienti da Tabarka, isola oggi collegata alla costa tunisina. Per raggiungere Carloforte dovete utilizzare i traghetti che imbarcano a Portovesme (porto industriale di Portoscuso) oppure a Calasetta. Luoghi da visitare consigliati da noi: La Grotta di San Giovanni è ubicata nel territorio comunale di Domusnovas, Ora chiusa al traffico, è stata l'unica in Italia, terza in tutto il mondo (dopo Francia e Australia) ad essere percorribile in auto. Si raggiunge uscendo dal paese di Domusnovas in direzione nord e percorrendo la strada provinciale che costeggia il rio San Giovanni. È meta di arrampicatori sportivi da tutta Europa per via delle spettacolari pareti rocciose site nel territorio comunale.La grotta è sovrastata ad Est dal monte Acqua (540 m) e ad Ovest da punta San Michele (908 m). La grotta è un bell'esempio di fenomeno carsico. Il fenomeno che la generò è dovuto allo scorrere di un fiume sottorraneo che ne provocò il cedimento di una massa calcarea rocciosa. Il ramo principale (livello stradale) lungo 850 metri, sbuca con un altro monumentale ingresso nella valle di Oridda. Il ramo principale, interamente attraversato dal rio che raccoglie le acque delle vallate a monte, è caratterizzato da ampie sale, da grandi concrezioni a vaschetta , la più grande di queste concrezioni si trova in prossimaità dell'uscita nord e da stalattiti e da stalagmiti. Oltre al ramo principale la grotta si sviluppa su altri due livelli, (accessibili solo agli esperti), rendendo la grotta lunga 2000 metri L’Isola di Sant’Antioco su cui si trova la cittadina omonima, è la maggiore delle isole sarde e con i suoi 109 km² è la quarta d’Italia per estensione. Dista da Cagliari 84 km circa ed è collegata all'isola madre grazie a un istmo artificiale. Il territorio dell'isola è diviso fra il comune di Sant'Antioco, il più popoloso (che sorge sulle rovine dell'antica città fenicio-punica di Sulky) e quello di Calasetta, secondo centro abitato, per numero di abitanti, dell'isola. Sono inoltre presenti il piccolo borgo turistico di Maladroxia, che fa capo a Sant'Antioco, e quello di Cussorgia (zona Stann'e Cirdu) nel territorio del comune di Calasetta.Quindici giorni dopo la Pasqua si svolge la Sagra di Sant'Antioco, protettore dell'isola e santo patrono della Sardegna, questa è la sagra più antica di cui si abbiano notizie in Sardegna. Ogni anno dall'isola madre convengono decine di gruppi legati alle tradizioni dei loro rispettivi centri per sfilare lungo le strade di S.Antioco e onorare in tal modo il suo santo protettore. sabato precedente alla Sagra si svolge la sfilata de "Is coccoisi". Per l'occasione si produce questo particolare tipo di pane bianco lievitato detto "Coccòi de su Santu", dall'aspetto ornamentale e decorato infatti con motivi floreali e piccoli uccelli; "is coccois" vengono trasportati nell'omonima Basilica e per alcune settimane ivi lasciati in modo da abbellire il simulacro del santo e le sue reliquie.   Santadi borgo considerato da alcuni l'antica Sant'Agata de Zulches, è situato nel Basso Sulcis, a sud ovest da Cagliari dal quale dista circa 60 km. Il centro abitato è situato a 134 metri sul livello del mare, al centro di un'ampia vallata dalla quale si erge un gruppo montuoso che nel territorio comunale raggiunge la massima altitudine con i 1104 metri del Monte Tiriccu. Notevole e rinomata la produzione della locale cantina sociale che ha nel vino Carignano il suo punto forte. Famose nel suo territorio sono le grotte di Is Zuddas presso il monte Meana e di Pirosu in località Su Benatzu.   Iglesias ( Igrèsias in sardo) è il capoluogo, assieme a Carbonia, della provincia di Carbonia-Iglesias di cui è il principale centro abitato e alla cui regione dà il nome. È sede vescovile erede storica dell'antica diocesi di Sulcis. Oltre ai quattro quartieri storici che formano il centro medioevale della città che sono: Fontana, Castello, Santa Chiara e Mezo, vi sono altri rioni che si sono sviluppati con la moderna espansione della città. Tra questi i più importanti sono: Campo Pisano, Campo Romano, Col di lana, Is Arruastas, Monte Cresia, Monte Figus,Monteponi, Palmari, Sant'Antonio, San Salvatore, Serra Perdosa, Vergine Maria.Iglesias nel corso della sua storia conobbe alti e bassi a causa dell'economia quasi esclusivamente legata alle risorse minerarie. I momenti di maggior splendore vanno ricercati durante le dominazioni pisana e aragonese (testimonianza di ciò la presenza di una zecca propria nella quale venne coniata una moneta in mistura d'argento chiamata Aquilino nel periodo pisano e successivamente Alfonsino nel periodo aragonese) . Durante il dominio sabaudo, alla meta del XIX secolo, dopo secoli di semi-inattività le miniere furono rimesse a regime e sul finire del secolo il Ministro delle Finanze Quintino Sella caldeggiò l'istituzione di una scuola per capominatori, e si meritò gloria imperitura con un monumento nella piazza principale della città. Nel 1871 inoltre Iglesias sostituì Cagliari come sede del distretto minerario della Sardegna. È da precisare che durante lo sfruttamento delle sue miniere per esigenze scavatorie e di trasporto dei minerali nelle gallerie, gli ingegneri del tempo ricorsero ad un'importante invenzione(l'escavatore mobile su ruote gommate, a doppia trazione e a sterzo mobile e a pala o a cucchiaio) che si diffuse poi in tutto il mondo (in seguito alla cessione del brevetto ad una società scandinava, la Atlas Copco, che la commercia ancora oggi), nota come l'autopala Montevecchio. Nel XXI secolo, terminata l'attività estrattiva (attualmente le miniere sono state rilevate dal Parco Geominerario dell’IGEA che ha come obbiettivo lo sfruttamento turistico), Iglesias cerca di convertirsi a città turistica sfruttando le attrazioni di epoca medievale. Diverse iniziative sono nate (corteo medievale, torneo dei balestrieri, partita degli scacchi viventi ecc..) e la città si sta rifacendo il trucco per assomigliare sempre di più a quella di settecento anni fa.